La Mortadella e la guerra alle calorie

Merenda? Pane e mortadella, ovviamente. Fino a qualche decennio fa era il classico dei classici. Generazioni di ragazzi sono cresciuti così. Fino a quando sugli scaffali dei supermercati sono comparse le confezioni ammiccanti delle merendine sfornate dalla grande industria alimentare: addio panini imbottiti, benvenuti agli snack cioccolatosi simil-nutrienti farciti di conservanti.

C’è chi dice che la mortadella sia un salume troppo grasso. C’è chi dice che contenga troppe calorie. C’è chi dice che faccia male al nostro cuore. Il che è vero se seguissimo una dieta ipercalorica, povera di vitamine, di calcio, di sali minerali e di qualunque altra sostanza nutritiva.

Come per qualunque altro alimento, tutto sta nella moderazione: qualche fetta di mortadella non ha mai ucciso nessuno. Per esempio, non tutti sanno che 100 grammi di mortadella contengono meno calorie di un piatto di pasta o di una mozzarella (320 kcal), ancor meno colesterolo, solo 60-70 milligrammi, la stessa della carne bianca, notoriamente la meno “nociva” per la nostra salute, e zero carboidrati. E se proprio vogliamo dirla tutta, la Mortadella Bologna IGP ci regala tante proteine nobili, ferro e zinco, i micronutrienti indispensabili per chi pratica attività fisica. Nella mortadella ci sono la Niatina, o vitamina PP, e le vitamine B1 e B2, necessarie per trasformare i carboidrati in glucosio, lo zucchero che serve a produrre energia. Insomma, cari sportivi, se volete correre più forte, ogni tanto concedetevi pane e mortadella.

Per la merenda più classica, è bene sapere che la mortadella va a nozze con la classica michetta milanese, croccante e dorata fuori, morbida e ricca di mollica all’interno. Chi se ne intende, però, sostiene che la mortadella vada gustata a cubetti, non troppo grandi, circa un centimetro, massimo due, per lato. Fra gli abbinamenti meno scontati, va di moda la mortadella con le pere, intere o ridotte a mousse, con un’insalata di patate condita con sale, olio extravergine di oliva e un filo di aceto, e, specie a Roma, la pizza bianca con la mortazza (la mortadella nel dialetto romanesco). Il vino giusto? Un Lambrusco di Sorbara se preferisci i rossi o uno spumante metodo classico della Franciacorta. E buon appetito!