Il migliore Parmigiano Reggiano d’Italia è a chilometri zero

Leggermente granuloso. Una dolcezza avvolgente, capace di regalare sensazioni ampie, profonde, evolute. Questa è la sintesi della scheda di valutazione del Parmigiano Reggiano 28 mesi del Caseificio Sociale Coduro compilata dalla giuria del “Gambero Rosso”.

Il più buono è proprio lui, il Parmigiano Reggiano a filiera corta di una piccola realtà alle porte di Fidenza (Parma), attiva fin dagli anni Sessanta nella produzione casearia di qualità. Di qualità, certo, perché tutte le mucche da latte sono allevate fra le colline della Val Parola, dove l’aria è pura e i foraggi sono privi di OGM. Il ciclo di produzione del Parmigiano Reggiano più buono d’Italia è tutto naturale: il formaggio è semplice, genuino, vero, proprio come quello di una volta. Il latte è quello di frisona, la razza più comune, e viene dagli allevamenti di pochi produttori, tutti soci dell’impresa – ogni azienda agricola non dista più di venti chilometri dalle altre.

La filiera è cortissima, solo tre passaggi: appena munto, il latte scende dalle colline al Caseificio di Coduro. Qui il mastro casaro dà vita alle forme di Parmigiano Reggiano: tanto latte, caglio, siero, la salatura e la stagionatura. Una volta pronte e marchiate dal Consorzio, le forme di Parmigiano percorrono ancora qualche chilometro, fino ad arrivare nei negozi per la vendita al dettaglio. La storia di questo Parmigiano Reggiano è semplice. Sarà forse questo il segreto di tanto successo?