Le stagionature del Parmigiano Reggiano: come scegliere quella giusta

È vero, la stagionatura minima del Parmigiano Reggiano è di 12 mesi. Ma è altrettanto certo che in commercio esistono tantissime stagionature. Alcuni produttori di Parmigiano si sono spinti a offrire formaggi stagionati anche 60 o 100 mesi – ma sono finezze per veri gourmet, non certo per il grande pubblico.

Secondo le indicazioni del Consorzio del Parmigiano Reggiano, tre sono le fasce di stagionatura, ognuna contrassegnata da un bollino apposto su ogni prodotto preconfezionato. Vediamole insieme.

Parmigiano Reggiano oltre 18 mesi – bollino aragosta

In questo Parmigiano si sente ancora il sapore del latte, con qualche lieve nota di erbe, fiori e frutta. Delicato e friabile, il Parmigiano 18-22 mesi è il classico formaggio da pasto. Lo puoi abbinare anche alle verdure crude, con mostarde di frutta, o alle mele e alle pere verdi. Da provare tagliato a cubetti con l’aperitivo. Il vino ideale è un bianco secco.
La stagionatura oltre i 18 mesi è contrassegnata dal bollino color aragosta.

Parmigiano Reggiano oltre 22 mesi – bollino argento

L’aroma è più deciso. Si sente il sapore del burro fuso e quello della frutta fresca. Dolce e saporito, friabile al punto giusto, puoi grattugiarlo sulla pasta, nel minestrone o su una vellutata; puoi tagliarlo a petali per condire un’insalata di frutta fresca di stagione, un carpaccio di pesce o di carne o un piatto di roastbeef. Puoi provarlo anche con la frutta secca (noci, nocciole), con le prugne e con i fichi, freschi o secchi. Il Parmigiano oltre 22 mesi puoi abbinarlo a un vino rosso strutturato.
La stagionatura oltre i 22 mesi è contrassegnata dal bollino color argento.

Parmigiano Reggiano oltre 30 mesi – bollino oro

Dei tre, questo è il Parmigiano più generoso di elementi nutritivi. È asciutto e granuloso. Solletica il palato con il suo gusto deciso, caratterizzato da un’ampia varietà di aromi: si sentono le note di spezie e frutta secca. Il Parmigiano stagionato oltre i 30 mesi è un formaggio per fini intenditori. L’abbinamento giusto è con qualche goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena o con un miele aromatizzato. I vini giusti sono un rosso corposo, un bianco passito o un nettare da meditazione.
La stagionatura oltre i 30 mesi è contrassegnata dal bollino color oro.