Strolghino di Culatello

Lo Strolghino di Culatello sarà IGP?

Dopo il Salame Felino, lo Strolghino di Culatello sarà il prossimo salume di Parma a ricevere la denominazione IGP? La macchina burocratica sembra che abbia già mosso i primi passi, ma l’iter lungo non lascia intravedere ancora date certe.

Il Sottosegretario di Stato con delega alle Politiche Agricole, l’onorevole Giuseppe Castiglione, ha dato la sua disponibilità a Simone Orlandini, consigliere Pdl della provincia di Parma, per avviare l’iter necessario per riconoscere anche allo Strolghino di Culatello la denominazione di Indicazione Geografica Protetta (IGP). Per tutto il comparto dell’agroalimentare italiano sarebbe un ulteriore segno di riconoscimento. Ad oggi, l’Italia conta 249 prodotti DOP e IGP (37 in Emilia Romagna), numero che regala al nostro Paese la leadership assoluta in questa speciale classifica.

Lo Strolghino di Culatello IGP sarebbe un ulteriore passo in avanti per la tutela da frodi e tentativi di imitazione delle specialità alimentari made in Italy. Secondi i dati dell’Unione Europea, le indicazioni geografiche protette valgono circa 54 miliardi di euro nel mercato globale. Il marchio IGP riconosce determinate qualità a quei prodotti tipici che nel legame con il loro territorio d’origine hanno la loro ragion d’essere. Per essere IGP, almeno un processo di produzione deve avvenire in una particolare area geografica. Qualunque specialità alimentare in possesso di questa denominazione deve essere realizzata secondo un severo disciplinare di produzione, garantito da un apposito organismo di controllo.

Fra i salumi di Parma, il primo a ricevere il marchio IGP, nel 2011, è stato la Coppa di Parma. Nel marzo di quest’anno si è aggiunto il Salame Felino. Lo Strolghino di Culatello potrebbe essere il prossimo. Lo Strolghino proviene dalla stessa filiera di produzione del Culatello. È un prodotto tipico della Bassa Parmense, da gustare giovane: fra le famiglie contadine è sempre il primo salume ad arrivare sulla tavola. È fatto con carni magre, ha un sapore dolce e un profumo caratteristico, assai simile a quello del Culatello. Come gustarlo? Crostini o piane bianco morbido con un vino dei Colli di Parma (Malvasia, Fortana o Lambrusco).